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venerdì 7 gennaio 2011

"MUOIO" SU FACEBOOK. Ma per finta...

[disconnesso]

Oggi mi fanno riflettere due fatti che riguardano il social network più famoso: Facebook. Il primo è la legge californiana che proibisce iscriversi al social-in-blu con identità falsa (sei d'accordo?). Il secondo è un suicidio, raccontato in diretta, sulla bacheca di una 42enne inglese svoltosi nella completa indifferenza dei suoi mille amici. Il punto è: internet è vita reale o virtuale (diversa dal reale)? Secondo il mio modesto parere è dannoso fare distinzioni: se si divide la propria identità relativamente al mezzo che si usa per comunicare si creano dei mondi paralleli spaventosi dove tutto è possibile e la realtà si sfuma come una nuvola al vento.
Accade quindi che la morte virtuale non viene considerata, viene ignorata, tanto quanto la propria vera identità al momento di un iscrizione. I social network sono la realtà: attenzione ad insultare senza freni, a spacciarsi per altri o ad ignorare regole di civile convivenza; gli utenti sono sempre persone vere. Internet è in continua espansione e sta entrando sempre più nella vita reale: presto si chatterà aspettando l'autobus e si condivideranno foto di eventi in tempo reale, quindi gli internauti non sono più spettri al buio di stanze misteriose, ma sono precisamente come te e me che ora stanno leggendo questo articolo. Buona giornata e siate sempre voi stessi, onestamente e con rispetto!


Approfondisci su:
Facebook suicidio: amici non la salvano. Omissione di soccorso?
Facebook: menti sul nome finisci in prigione. Proibita falsa identità

NON DIMENTICARTI DI RISPONDERE AL SONDAGGIO IN ALTO A DESTRA! :-)

giovedì 30 dicembre 2010

4SQ: PASSAPAROLA 2.0

[ Una nuova forma di marketing ]
Foursquare: cos'è?
FREE Social-media + Geo-local. Fai sapere dove sei o in quale locale ti trovi, cosa ne pensi o cosa accade e guadagni punti. Sembra stupido a prima vista, la prima domanda che ti farai è sicuramente "perché dovrei dire dove sono e cosa penso?". Cerco di rispondere brevemente: avete mai letto una guida turistica? Chi ha scritto quella guida? Ora immaginate una guida turistica aggiornata di continuo con centinaia di recensioni fatte dagli utenti, con i quali puoi interagire. Turismo 2.0 e informazioni dal basso, gratis per tutti. Le potenzialità di questo gioco sono anche per le attività commerciali che possono incentivare gli utenti di Foursquare a parlare bene del proprio locale. Ti sembra ancora un gioco stupido o intravedi il futuro del marketing?


Foursquare: come?
Per ora è tutto un inglese su questo sito. Ci sono semplici parole chiave che rendono chiarissimo l'utilizzo del gioco:

  • Check-in: è il dichiarare dove sei (Ho fatto il check-in al Bar del Centro)
  • Venue: sono i luoghi dove puoi effettuare un check-in. Essi sono inseriti direttamente dagli utenti, possono essere locali, negozi, luoghi interessanti ecc...
  • Tip: è un libero consiglio che puoi dare a tutti, legato ad una venue, indipendente dai tuoi check-in.
  • Badge: Sono le medaglie del gioco, puoi vincerle in moltissimi modi e sono legate alla tua attività: dal numero e dal tipo di check-in che fai.
  • Mayor: Se sei il frequentatore più assiduo di una venue, ne diventi il Mayor (Sindaco), un punto di riferimento per tutti, un autorità!
Per giocare basta iscriversi e scaricare l'applicazione giusta secondo il tipo di smartphone e sistema operativo che si possiede, se non hai un super-cellulare, basta un telefonino che possa collegarsi a internet mobile. Io uso 4sq mobile da questo indirizzo: http://4sqmobile.com/login

[ L'icona di Foursquare ] 
Parliamo di una moda che è tutt'altro che diffusa in Italia, ma che molto probabilmente conquisterà la massa nel corso del 2011, prepariamoci a vivere sempre più in un mondo 2.0 dove gli autori e gli utenti sono le stesse persone, dove tutti sono responsabili e dipende da  ognuno la qualità dei servizi!

Cosa ne pensi?

sabato 11 dicembre 2010

DIASPORA* SOCIALIZZARE SENZA DIRITTI RISERVATI

SICUREZZA, Creative Commons, open source
e :-)
Queste sono le parole chiave che dovrebbero fare parte di un social network serio.
Facebook non rende giustizia nemmeno ad una su tre/quattro.
Ecco allora che la rete genera la migliore soluzione:
DIASPORA*
Diaspora è attualmente in versione Alfa, ma i problemini si sopportano benissimo e si vedono raramente, anzi, è divertente e importante segnalarli agli sviluppatori che si metteranno al lavoro per far crescere questo progetto libero. É fatto bene e funziona perfettamente da subito su pc, su Mac ma anche su iPad (meno da iPhone) e su Windows Phone7.
L'ho provato. Mi convince.




É ordinato, in italiano e ha un sistema di organizzazione dei messaggi non centralizzato, geniale (i tuoi amici dovranno essere divisi in gruppi [aspetti] ed ogni volta che pubblichi qualcosa puoi parlare ad uno, o a tutti a seconda del tipo di messaggio potrai urlare finalmente che ti gratta il culo rivolgendoti agli amici più intimi, senza paura che i tuoi colleghi di lavoro rimangano scandalizzati!).
Ma soprattutto DIASPORA* non è introverso.
Può essere connesso ai tuoi account Facebook o Twitter e non offre tutte quelle labirintiche possibilità, che hanno reso il suo diretto rivale lento difficile da usare e insicuro.
Se volete partecipare a questa nuova esperienza fatevi invitare da chi è già dentro. Io ringrazio Delia e voi (se mi lasciate l'e-mail) potrete ringraziare me.


Mai più timore di partecipare ad un social network!
DIASPORA*

mercoledì 17 novembre 2010

FORMAT FACEBOOK

Da Twitter posso sempre controllare quando Facebook non funziona ;-)


Presto formatterò il mio account Facebook.
Non voglio cancellarmi, ma voglio ripulire un'identità virtuale che ormai colleziona troppe informazioni su di me e su quello che faccio. Mi iscriverò di nuovo, ripulito, senza applicazioni collegate, migliaia di gruppi e foto che parlano di me più a fondo di quanto potrebbe fare mia madre! Se sei interessato, ti aggiornerò sulle evoluzioni di questa operazione. A presto!

venerdì 22 ottobre 2010

ABIURA mobile

INTERNET è immobile? col cacchio!

Scrissi io l'articolo solo qualche mese fa (13 luglio 2010) e già mi devo rimangiare tutto. Ma vi rendete conto quanto cavolo corre il mondo?

Parliamo di accessi italiani alla rete da dispositivi mobili:
11 milioni!!!

Tutta questa gente naviga in metro, in autobus, nel bar, per strada... ovunque!

Diventeremo sempre più internet-dipendenti, faremo tutto on-line, prenotare viaggi, biglietti, cene al ristorante e perfino visite dal dottore.

Scompariranno le file e si moltiplicheranno i file. Il futuro è indubbiamente il web, anche in movimento.

venerdì 24 settembre 2010

Strategie di MANIPOLAZIONE

Noam Chomsky “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
Riassunto da me, per non farti perdere troppo tempo... goditele e rifletti!

1-La strategia della distrazione
Deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
Tutto ciò rende difficile interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.Esempio: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente. Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Una decisione impopolare va presentata come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura.Il pubblico, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. L'emotività apre la porta d’accesso all’inconscio per impiantare idee, desideri, paure e timori, compulsioni...

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa. Inibendo azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Grazie alla moderna biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Fonte: HTTP://WWW.VISIONESALTERNATIVAS.COM

Ti è venuto in mente nulla leggendo questi punti?
A me, si... un sacco di realtà quotidiane!

mercoledì 1 settembre 2010

LIFE in SOCIAL NETWORK

Stavo leggendo una notizia: "MySpace si inchina a Facebook". In breve, MySpace diventerà un archivio dati fruibili e sincronizzabili con i profili Facebook. Ormai sembra che tutto quello che non è nel sito in blu sia praticamente "off-line".

Eh... questi strani social network: archivi di vite virtuali e meno, stracolmi di eventi, foto e frasi imbarazzanti.

Praticamente tutti quelli che usano internet hanno un profilo su una qualsivoglia rete sociale. Ormai diversi anni fa, molti iniziarono con MySpace, il nostro spazio, ve lo ricordate?

...chi lo guarda più... io no!

Tutti curavano e arricchivano la propria pagina (con difficoltà immense) pochi interagivano con gli altri. Poi ci fu l'esodo: tutti (ma proprio tutti) si chiusero in Facebook. Il sito di Mark Zuckerberg ormai è un anagrafe mondiale. Raccoglie la maggior parte del traffico dati del web.

Guardando avanti, vedo l’esplosione di Twitter in Italia: c’è poco da fare, è sintetico, ordinato, estroverso e difficilmente ha intoppi d'utilizzo, perfetto per chi cerca un utilizzo più maturo dei social network.

Il 15 settembre verrà presentato DIASPORA, l’anti - facebook open - source che promette più sicurezza e privacy, stiamo a vedere. Il WWW è il presente ormai, abbiamo tutti gli strumenti per essere in connessione, basterebbe distruggere le barriere che abbiamo in testa per essere un unica entità, unita dal profondo: l'umanità!

L’IMPERATIVO è COMUNICARE, meglio se in maniera ricca e nutriente.

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