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lunedì 8 novembre 2010

POMPEI CROLLA COME L'ITALIA?

La catastrofe avvenuta alla Domus dei Gladiatori a Pompei potrebbe essere letta come una grande metafora tutta italiana. Un ultimo avvertimento per non crollare!
Sarò più preciso: il cedimento della Schola Armaturarum Juventis Pompeiani è stato causato dal peso del tetto della palestra stessa. La casa, infatti, fu bombardata durante la Seconda guerra mondiale e la copertura è stata rifatta tra gli anni ’40 e gli anni ’50. La Sovrintendenza ammette che le mura antiche, dopo anni, non potevano più reggere l'eccessivo peso del tetto.
Hai capito dove voglio arrivare?
Oltre il problema di fondi qui c'è da leggere un velato segnale politico e sociologico: la nostra storia è gloriosa ed è patrimonio dell'intero mondo, ma ci sono vecchie strutture pesanti, pericolose che ormai da troppo tempo gravano sulle preziose fondamenta, e mettono a rischio il futuro. Prima che crolli tutto, liberiamoci dal vecchiume anni '40 e pensiamo un sistema rinnovato, più leggero e moderno! Muoviamoci, noi giovani abbiamo la responsabilità di farci sentire e i vecchi il dovere di darci spazio!

Una speranza c'è, anche metaforicamente. Un esperto afferma riguardo il crollo a Pompei: "L'affresco raffigurante trofei e corazze era situato nella parte bassa dell'ambiente quindi probabilmente si e' salvata e comunque dovrebbe essere possibile recuperarla".

NON AFFIDIAMOCI TROPPO ALLA FORTUNA!

venerdì 24 settembre 2010

Strategie di MANIPOLAZIONE

Noam Chomsky “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
Riassunto da me, per non farti perdere troppo tempo... goditele e rifletti!

1-La strategia della distrazione
Deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
Tutto ciò rende difficile interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.Esempio: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente. Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Una decisione impopolare va presentata come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura.Il pubblico, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. L'emotività apre la porta d’accesso all’inconscio per impiantare idee, desideri, paure e timori, compulsioni...

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa. Inibendo azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Grazie alla moderna biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Fonte: HTTP://WWW.VISIONESALTERNATIVAS.COM

Ti è venuto in mente nulla leggendo questi punti?
A me, si... un sacco di realtà quotidiane!

martedì 3 agosto 2010

ESSERE COMMERCIALI

La domanda e l'offerta di un bene o un servizio creano il mercato.
Il mercato è l'anima del commercio mentre il commercio è il motore dell'economia.
Questo SISTEMA regola il mondo di oggi.

Bene, fino a qui tutto chiaro...
l'ingranaggio sembra funzionare bene...
ma noi dove siamo?

Al centro di tutto ci sono i beni, i servizi...
ma l'uomo come entità non conta nulla se non come consumatore.
Consumo dunque sono.
E per consumare ci vuole il "denaro" (il carburante del SISTEMA).

Se ne evince che se non hai soldi non sei NIENTE!

...non mi piace per niente questo SISTEMA!

mercoledì 21 luglio 2010

LA LUNA E L'UOMO

AUGURI!!!
Ricorre l'anniversario dell'allunaggio umano!

Quel giorno del 1969 gli USA hanno dimostrato al mondo che l'intera umanità può abboccare ad una bufala cinematografica: basta organizzarla discretamente bene!

Da quel giorno i binari dell'informazione mediatica e della realtà si sono divisi diventando sempre più divergenti!

Ci hanno riprovato facendo esplodere le Torri Gemelle, e c'è qualcuno che ancora crede alla favoletta dei terroristi.

Una piccola bugia per un uomo, un cratere immenso nella coscienza dell'umanità!

giovedì 15 luglio 2010

MIRACOLI A GO-GO


Girando nella rete mi sono "imbattuto"
(cercando prepotentemente)
il solito articolo che parla di apparizioni divine e miracoli.

Cronaca di Brindisi, fresca fresca: fedeli sentono gocce d'acqua sulla pelle asciutta! Non voglio ridicolizzare queste dichiarazioni, ma ci vuole un enorme creatività per inventarsi ogni volta queste storie mirabolanti.
Continuando a leggere, scopro che, sempre a Brindisi, un certo Mario trascrive messaggi mariani e aiuta seguaci di dio a vedere il miracolo del sole che rotea su se stesso, pulsa e cambia colore prendendo forme di simboli cristiani.

Come si fa a non divertirsi come pazzi scorrendo queste righe; soprattutto figurandosi questi personaggi invasati!

Conclusione: le persone vedono con la mente e non con gli occhi. L'interpretazione della realtà dipende tutto da cosa hai in testa!

Una preghiera la faccio io adesso: Non smettete mai di immaginarvi cose folli, è sempre divertente parlarne e analizzare dopo, quando si riacquista momentaneamente la "ragione".

Ispirazione da questo articolo

lunedì 12 luglio 2010

SEMPLIFICARE É DIFFICILE

I problemi del lavoro di un grafico sono legati per il 99% ad un unico concetto fondamentale, incomprensibile ai più:
capito il quale tutto sarebbe più facile. Tutto vi sarà chiaro leggendo questo articolo, citazione del grande Bruno Munari.

“Complicare è facile, semplificare è difficile.

Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose.


Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.

Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c'è in più. Teoricamente ogni masso di pietra

può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?

Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l'essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità.

Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode...


La semplificazione è il segno dell'intelligenza, un antico detto cinese dice:

"quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte…

mercoledì 7 luglio 2010

EVOLUZIONE (con la tipografia)


Vi giro un capolavoro.
Una storia triste, secca e diretta come le lettere con cui è descritta.

Per finire una minuscola riflessione "kandinskiana": Fate attenzione al suono interiore delle superfici, anche le lettere possono parlarvi e comunicare, ogni forma e colore può farlo.

Buona giornata!

martedì 6 luglio 2010

COS'É LA PACE?


Mi sono immaginato la risposta dei bambini alla domanda:
cos’è la pace?

“La pace è quando una persona stringe la mano al suo nemico. La pace può essere fatta in tanti modi: con un abbraccio, con un bacio, con un regalo o con i soldi. Tutti parlano di pace ma nessuno la fa, infatti tutti fanno la guerra. Il telegiornale parla sempre della guerra, dei morti, del sangue, ma mai di pace, di fiori o dell’arcobaleno.”
Alessia, 8 anni.

“La pace non è una persona, ma muore come una persona. Quando sparano le bombe, la pace muore. Di solito se non si fa la guerra si fa la pace. Le persone di colore diverso fanno la guerra, mentre le persone dello stesso colore fanno la pace. A volte basta dire preghiere diverse per finire la pace.”
Luca, 9 anni.

“La pace nel mondo è finita quando sono crollate le torri gemelle, anche se il mio babbo dice che sono crollate perché c’era il petrolio dentro. Io faccio sempre la pace dopo aver dato un pugno al mio amico così lui non me ne da un altro.”
Davide, 6 anni.

NIENTE

Cos’è il commercio?

Perché devo pagare per avere qualcosa?

I miei bisogni sono reali?


La maggior parte delle comunicazioni commerciali sono ormai prive di senso, cercano di venderti l’aria, privarti delle tue emozioni e rimpiazzarle con bisogni indotti creati apposta per farti dire: si, mi piace, lo compro!

Ma ora potete affidarvi ad un marchio vincente, che non vi mentirà

Un invito ad essere critici e valutare con freddezza e un pizzico di ironia tutto ciò che ci circonda:

Niente è ciò che ti manca!


LA MALEDIZIONE DEI CREATIVI


Una premessa è doverosa quando si parla di creatività: il creare è già un termine improprio in quanto tutte le nuove invenzioni, di base, hanno l'associazione tra elementi solitamente non connessi. E = mc2... solo un pazzo poteva pensare che la massa e l'energia sono 2 facce della stessa medaglia: la materia è quindi energia concentrata!

Ora vengo al punto: perchè essere creativi è una sorta di maledizione? Perchè chi stravolge gli ordini convenzionali ha una vocazione continua ad essere sopra gli schemi, a trovare sempre la via alternativa; un conflitto senza fine, votato alla continua ricerca della novità, che rischia spesso di tramutarsi in una diabolica e pesantissima responsabilità. E così quindi che nasce l'immagine percepita e vissuta del "genio pazzo" (solo la follia può aiutare un ruolo così complesso).
La creatività come una devianza congenita.

La morale di questo ragionamento è: siate pazienti con chi ha questa "malattia": è doveroso giustificare le eccentricità di chi tenta continuamente di spostare i limiti, aprire nuove porte, perchè prima o poi troveranno soluzioni alternative che diverranno richezza dell'intero genere umano, finchè il solito stronzo non sfrutterà la geniale intuizione per far del male e sottomettere i propri simili.

lunedì 5 luglio 2010

IL PRIMO POST

Per qualche giorno ho "sofferto" la sindrome del foglio bianco, ma ora è finita, ho seguito i consigli della rete: scrivere la prima cosa che passa per la mente. Eccomi qui infatti a descrivere di getto la nascita di questo blog. "Vita di Segni" o viceversa: segni di vita. Il titolo già introduce il taglio intimo che voglio dare a questo spazio. Già la tua attenzione si sta esaurendo e sei pronto a cambiare pagina, ma spero che tornerai per leggere quello che seguirà: i miei pensieri, le mie idee e i miei sogni, confessati a te che mi hai fatto il regalo di venire a cercare e prestare attenzione il mio spazio. A presto!
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